martedì 25 dicembre 2012

LIGUSTRO E APOLIDEA


“Cosa vuoi che valga? Non lo vedi? Guardalo com’e’! E se non mi credi chiedi al vecchio …”

Il vecchio era vecchio per davvero, avra’ avuto piu’ di ottant’anni, la barba lunga sul mento e il mento sul petto. Ligure era ligure, e chissa’ da quante generazioni, ma per quante fossero quelle, di sicuro non concludevano la conta fino alle reali origini della sua provenienza. Tantii capelli, si muoveva lentissimamente, come un bradipo, o come qualche altro animale di cui sapeva il nome e che adesso non ricordava. Invece, delle piante, si ricordava perfettamente. E di tutte sapeva a quale scopo strapparle e in quale parte, e dove trovarle. Era stato, in gioventu’, giardiniere di uno scrittore famoso figlio di botanico. E prima che giardiniere a casa dello scrittore, ne era stato amico di infanzia. Il padre del vecchio era stato anarchico, invece, un anarchico contadino di due secoli fa. E l’eredita’, quel vecchio, la portava negli occhi, nei modi, nella cura di gente e cose, e persino nel nome. Cosi’, appiccicato al suo nome, Libereso camminava piano, attorniato da giovani ingegneri e psicologi e architetti e musicisti e altri figli scarti di sogni medio borghesi. Loro, i frutti di disorientate scelte in rotta, sembravano adesso buffi giornalisti, eterni studenti col taccuino degli appunti pronti a imparare, a cercare di sentire, a seguire l’indice del vecchio giardiniere tra le fasce, ai piedi dei monti, li’ dove quello dispensava memoria. Non tanto ad insegnare, quanto a mostrare cosa cresce sulla terra di nessuno. A enumerare cibo e medicina.

Che insospettabile sovversivo di ogni ordine costituito, Libereso! Nel passo, una risata in faccia al maremoto che sommerge i costruttori. Ecco, fabbricare fabbricare fabbricare mormorava un altro pazzo.

“E quello, Libereso, cos’e’?” gli chiese infine il ragazzo curioso, istigato dalla sua fidanzata, approfittando del raro momento in cui il vecchio sollevava lo sguardo dai fiori.
“Quello e’ il Ligustro. Un arbusto che cresce ovunque in Liguria. Qualcuno dice che prenda proprio da quella pianta li’, il suo nome, la regione.”
“E’ una pianta autoctona, dunque …” arguto suggeri’ il ragazzo.
Libereso sollevo’ le spalle. “E’ qui. Forse non da sempre ne’ per sempre” disse.
“E a cosa serve?”
“Forse solo a quello: dare il nome a questa terra.” Concluse il vecchio.  

“Cosa vuoi che valga un ligure? Non li vedi? Sono sparsi a chiazze e non servono a niente. Sono come tutte le altre razze: senza origine certa e in via di estinzione” sorrise la ragazza. Il suo sorriso somigliava a quello del vecchio, era un venticello tiepido che a onde muoveva gli arbusti. Come un’idea gaia, come il raggio del sole mentre spia tra poche nuvole qui in basso, era. Ecco, splendeva il sorriso della ragazza. Tuttavia sarebbe stato forse un moto vano e vuoto il suo, se non avesse avuto lo sfondo per stagliarsi, il raggio in cui dipingersi, dei capelli da sfiorare, qualcosa o qualcuno di cui innamorarsi.

16 commenti:

  1. La continuità tra le generazioni degli inadatti. Questo è quello che capisco. Questo è quello che sento profondamente. Il sogno borghese, le rotte casuali sono solo circostanze .

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    1. a cercare, nel paesaggio, c'e' sempre qualcosa che ci assomiglia... :) (un apolide)

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  2. mi piace, vedo anch'io Libereso molto forte, per ciò tutto da e gratis, e molto molto dolce

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    1. e poi io e te ci siamo conosciuti andando in montagna con Libereso... ;)

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  3. Libereso ... mi piace questo nome. Ho una simpatia personale soprattutto per la componenete eretica.

    Riuscire a trovare lo sfondo appropriato non è cosa facile, anzi.

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    1. tocca girare. e anche quando lo trovi non e' detto che rimanga appropriato per sempre.

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    2. Già. E poi il concetto di "per sempre" va bene solo in chiesa e nelle favole, almeno a parole.

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    3. i cattolici tra l'altro sembrano piu' inclini ad usarla come minaccia, il "per sempre"...

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  4. pochi capelli? ma ha una criniera leonina e selvaggia!
    quanto al resto, condivido tutto. e adoro quest'uomo che ispira pensieri diversi dal comune e dilagante pensiero :)

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    1. e' un racconto... avevo scritto anche "piu' di cent'anni". poi mi hanno aggiunto alla pagina degli amici di Libereso (ma lo sa Libereso che i suoi amici hanno messo su una pagina fb? :) ) e ho dovuto ringiovanirlo :P

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    2. ps ok, vada per il verismo... ;)

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  5. ah, ah... ma hai davvero revisionato il testo??? probabilmente hai ragione tu, era un dettaglio di scarsa importanza... però ora è ineccepibile e nessuno romperà più le scatole ;)
    "più di cent'anni" forse ci stava, perchè Libereso è orgoglioso di dormire solo poche ore al giorno così da rubare tempo al creatore e vivere a lungo :) sì, credo sappia della pagina FB, perchè tramite il figlio vi ha pubblicato i suoi auguri.

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    1. ...volendo glieli posso sempre accorciare i capelli... :)

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  6. una grande vita, una lunga vita, contro corrente e un grande vecchio diventa ancora più vecchio per rendergli ancora più merito che si staglia tra i blablabla di quelli che lo circondano, resta un sogno che quegli altri, un giorno, si mettano a fabbricare sogni e castelli di sabbia, mai dire mai!

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  7. Il vecchio era vecchio per davvero!

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