mercoledì 29 agosto 2012

ESPERITA - ALMENO UNA VOLTA NELLA VITA (8)


Rita dovrebbe smetterla di starmi appiccicata tutto il giorno. E' una cosa, quella che fa, poco rispettosa dei miei spazi e addirittura maniacale, quasi ossessiva, soprattutto se la si considera in relazione al fatto che, Rita, ormai da due mesi dorme accucciata ai piedi del mio letto. Per fortuna non le ho chiesto di sposarmi fin da aprile, altrimenti ad oggi l'avrei probabilmente gia' murata viva in qualche loculo cimiteriale.
Ci ho messo un po' a chiederla in sposa perche' trovarmi in faccia gli occhi di Nevio, a inizio primavera, mi ha fatto percepire come necessaria una indagine introspettiva che fornisse gli strumenti utili a scindere cio' che e' reale da cio' che e' solo frutto di suggestione. Del resto, sto vivendo una esperienza che reputo ai margini del vivere comune. Una esperienza borderline.
Mio cugino Nevio, invece, del borderline non ha piu' niente e vive oltre i confini dell'immaginabile ormai da sei anni, rinchiuso e sedato in un ospedale psichiatrico. Perche' la coerenza con se stessi conduce spesso in luoghi oscuri, li' dove l'ottusita' s'impone o la follia delibera. La sua storia ne e' chiara dimostrazione...
Nevio ha cominciato da piccolo, annegando i polli di nonna. Li afferrava, ci lottava, li affogava, e poi grondante sangue ne conduceva in trionfo i cadaveri sotto gli occhi allibiti dei parenti. Ha continuato a scuola, torturando i suoi compagni di classe fino al giorno i cui, zia Annunziata, s'e' vista costretta a ritirarlo, come si ritira una partita di cibo avariato dal commercio. Durante il secondo quadrimestre del terzo anno di elementari, infatti, una mattina, il piccolo Nevio s'e' portato a lezione non la merenda, non i libri, non i quaderni e le matite colorate, ma un martello e due chiodi. Coi quali ha ben pensato di inchiodare le mani di una sua compagna al banco, nell'ora della ricreazione.
Il tentativo di mettere riparo a questo grave scandalo familiare s'e' tradotto, previa riunione dei congiunti, nel far passare il ragazzino per una infinita serie di ambulatori psichiatrici e consultori, sballottandolo tra neurologi ed educatori. Ma invano. Il suo sguardo, gelido, felice, invasato, non ha subito incrinature, nemmeno di un misero grado. La tragedia, rimasta nell'aria fino al suo 34esimo compleanno, si sarebbe fatalmente consumata in un freddo dicembre. Col rinvenimento da parte dei Carabinieri, nel garage di zia, del poi celebre collage di arti umani essiccati e composti in mosaico.

Tra aprile e giugno di quest'anno, io, non ho fatto altro che spiarmi allo specchio. Tutte le mattine. Alla ricerca di un segno del tarlo. E' stato solo con l'arrivo dell'estate, quindi, che mi sono deciso ad archiviare l'episodio del terrazzo come frutto di suggestione e a proseguire nella compilazione della mia lista. Operando la grassazione.
Dunque...
Quando a giugno sono rientrato a casa, dopo aver rapinato quel povero cristo in via Da Giussano, avevo i pantaloni che mi scoppiavano. Alla lettera G e' corrisposta una esplosione in fatto di erezione che davvero non aveva precedenti, nella mia fino ad allora mediocre vita.
E' cosi' che, spuntata la lettera dalla lista, mi e' tornato in mente il pompino di fine marzo e il proposito di sposare Rita. Sono sgattaiolato nel buio della casa fino alla sua camera e mi sono infilato nel letto. Rita dormiva nuda, abbracciata al cuscino e con un pollice in bocca.
Ho scoperto che s'addormenta quasi sempre in quella posizione e immersa in quell'esercizio, la matta. Di Rita oggi posso dire, che non smette mai di succhiare, nemmeno quando sogna. E' una sorta di caratteristica propria della sua natura. Come se succhiare fosse necessita' funzionale al suo intero impianto vitale. Probabilmente, se smettesse, smetterebbe anche di mangiare, bere e deambulare.
Il letto era bollente quella notte, perche' questa estate s'e' rivelata l'ennesima piu' calda di sempre. Ho avvicinato le labbra al suo piccolo orecchio e le ho chiesto di sposarmi. E' stato come mettere l'interruttore in on e avviare la modalita' “risucchio”.
Difatti Rita ha sorriso, prima ancora di aprire gli occhi. Senza girarsi ha lasciato il cuscino e con la mano mi ha cercato il pene. Ci si e' attaccata, come fosse la sponda del letto, e facendosi forza s'e' voltata. Mi ha sussurrato un “si” che rispondeva alla domanda, e poi ha riversato su di me tutta la sua perizia nel tentativo sincero di darmi sollievo.
Darmi sollievo, quella notte, e' stato in effetti un duro lavoro, poiche' l'erezione, per quanto lei ci lavorasse, non riusciva a smorzarsi. Rita ha mugolato parole come “povero caro” “ci penso io a te” continuando a leccarmelo e succhiarmelo. Poi, con le prime luci dell'alba, s'e' chinata sul materasso, dandomi il culo. Ha bene allargato le natiche e mi ha guardato invitandomi a fare come se fossi a casa mia.
Non e' stato semplice infilarle il pene nell'ano. Avevo paura di farle male. Tuttavia lei mi ha incoraggiato in ogni modo, e alla fine abbiamo avuto successo.
E col successo, e' arrivato anche il giorno. Avrei voluto trattenermi dall'urlare, ma non ci sono riuscito. Le mura hanno tremato, giuro. E se non le mura, almeno i vetri. Qualche gatto ha strillato giu' in strada, alcuni cani hanno fatto eco cominciando a ululare e persino gli allarmi delle automobili si sono messi a sibilare. Insomma, per un attimo lungo, dopo l'orgasmo, mentre mi stendevo con la schiena sul letto e la testa mi girava e mille colori si componevano in bolle dietro alle palpebre socchiuse, m'e' sembrato di stare nel mezzo della giungla, come un cazzo di Tarzan che avesse appena lanciato il suo richiamo.
Nel frattempo Rita, piena di sperma, s'e' alzata plastica e ha infilato gli slip infraculo, sobbalzando un poco al contatto tra orifizio e cotone. Poi e' corsa a piccoli passi verso la sua scrivania, lamentando col suo solito risolino solo un piccolo dolore mentre si sedeva alla poltroncina. Ed ha cominciato a cercare in internet un abito degno per la cerimonia.

Simona ha invece smesso di parlarmi. Quasi completamente. Il discorso piu' lungo in questi 5 mesi me lo ha fatto al 3 di agosto, ed e' stato una sequela spassionata di insulti.
Non riesce neanche piu' a pescarmi nei pensieri, probabilmente, altrimenti si rincuorerebbe nel sentire quanto fastidio mi dia la vicinanza con Rita (...ho persino pensato, durante le notti bollenti in cui la promessa sposa mi stava abbracciata in un lago di sudore, di afferrarla e gettarla giu' dalla finestra, figuriamoci...).
Rita fortunatamente e' diventata molto docile, da quando ci siamo fidanzati. Cosi' abbiamo raggiunto un compromesso: lei ha diritto di farmi addormentare e darmi la sveglia con servizi sessuali (devo dire anche un po' monotoni a questo punto) mentre io ho ottenuto che dorma, almeno fino a ottobre, non al mio fianco ma accucciata come un gatto, ai piedi del materasso.
Per il matrimonio ormai e' tutto pronto. Siamo stati nella sede distaccata del Comune, qui alla Circoscrizione del Prenestino, e abbiamo fissato la data: il 15 di ottobre. Le pubblicazioni sono pronte, i vestiti arrivati, il pranzo prenotato da Gino a Portonaccio e i parenti invitati tutti. Gli anelli saranno anelli di legno, perche' cosi' la mia fidanzata vuole. Li abbiamo trovati una mattina a Porta Portese dove ci siamo recati insieme e a braccetto, come nella migliore tradizione delle coppie in via di sistemazione. E lei ha gioito come un fungo in autunno quando ha trovato queste due patacche lucide e grosse da sbatterci sopra agli anulari.
Alla notizia del matrimonio mia madre s'e' tutta infervorata. Dal tono della voce l'ho capito che pensava ad Anita, la mia ex fedifraga. Secondo me trovera' il modo per informarla del lieto evento. Solo che una gaffe e grossa pure, la vecchia, non poteva non farla. Adesso non so se al telefono (si, gliel'ho detto al telefono) abbia capito male il nome o se si sia fatta prendere da chissa' quale emozione, fattosta' che il giorno dopo ha telefonato in studio a Simona per farle le congratulazioni. Era convinta che avessi chiesto lei in sposa. Simona l'ha presa ancora peggio che male. E' venuta a cercarmi all'orto col sole che tardava a tramontare. Come una furia e' arrivata, e quando l'ha vista con quella faccia, Erminio, s'e' scansato. Ha lasciato il vino che stava bevendo e s'e' ritirato dalla pergola, sparendo e salutando. Simona e' rimasta fissa di fronte a me, arcigna, ansimando e con gli occhi pieni di lacrime. Voleva sapere perche' avessi detto a mia madre che la sposavo. Se per caso avessi intenzione di torturarla.
Io sono caduto dalle nuvole e stavo per controbattere, ma poi la dobermann s'e' piegata su se stessa, s'e' inginocchiata e ha cominciato a singhiozzare. A piangere tante lacrime che sembrava un torrente. E a torrente ha cominciato anche a vomitare una infinita serie di perche'. Perche' lei e non me.
E vaglielo a spiegare.
Ecco, forse l'avrei dovuta consolare, istruire. Forse avrei dovuto confessare. Invece in testa non avevo in quel momento se non la mia lista, e una intuizione fulminante. Come uno squalo mi si e' fatto sotto il lato oscuro latente. L'ho presa per i capelli, le ho sollevato il viso, l'ho fissata negli occhi con gli occhi di Nevio, piantandoglieli nelle pupille come fece lui coi chiodi nei palmi della bambina. E le ho chiesto cosa fosse quella assurda manfrina. Cosa volesse. Cosa da me e proprio lei, che mi aveva da sempre snobbato. RI-FIU-TA-TO. E mentre le pupille le mulinavano a vento come precipitando nel vuoto della sorpresa, colpite da una illusione a cui si vuole credere, da un botto di fortuna che non si attende, le ho ordinato di alzarsi e di spogliarsi. O di sparire per sempre.


(continua...)

35 commenti:

  1. il tipo è il mio ex. oppure un parente lontano.
    lo stesso mix di coglionaggine e scelte irragionevoli, contorte e dalla logica inventata di sana pianta, al limite della follia.

    e anche se non fosse, prego Iddio che il tuo personaggio ci faccia 7 figli, con rita! :D

    OV

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    1. perche'? vuoi che il seme della follia non si estingua con lui??? :) (ah quindi sei stata fidanzata con Nevio!!!!)

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    2. ps
      io credo che il personaggio/voce narrante sia a suo modo un uomo molto comune.

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  2. Forse sono stata con nevio, e' possibile si'...:P

    Dici? Bisogna essere davvero con un cervello contorto, e non so quanto questo sia comune...

    OV

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    1. a giudicare dal Sistema che abitiamo, fondiamo e riproduciamo costantemente, direi... grandemente. grandemente contorti. talmente tanto da non riconoscere nemmeno che lo siamo. in fondo siamo la specie che produce vende e acquista viagra (per dirne una).

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    2. Beh, io forse il viagra potrei acquistarlo, ma farmi una violenza sovrumana per stare con una persona che detesto ( per dirne un'altra ) MAI. Neppure per il piu' sbilenco motivo del mondo...

      Ma vuoi vedere che quella li.eare, allora, so io? ;P

      OV

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    3. Pffff. Sono un' assolutista, io u.u
      :P

      OV

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    4. tranquilla... la testa per te non mi sembra un organo vitale... :P (la capirai questa...? :))) )

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    5. potrei mandarti a 'fanculo. ma siccome m'è scappato da ridere, ti grazio... :P (stronzo! :D)

      OV

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    6. maleducata! per le risate si rin-grazia... :)

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  3. qui la cosa sta prendendo una piega inadatta a una vecchietta sebbene depravata!
    la prossima volta ci mando Ugo a commentare che è un po' che si lamenta per via che i miei post lo annoiano:)

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    1. salve!
      sono Ugo.
      Teti ce l'ha con me a proposito di una indagine sugli interventi estetici più in voga.
      poi quando ho letto il post ho capito perchè mi ha detto di passare.

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    2. ..e perche' ti ha detto di passare? hai inchiodato le mani di una compagna sui banchi di scuola? (c'e' chi si fa le tette, chi le labbra, e magari c'e' chi si fa fare le stigmate...)

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    3. macchè! semmai è lei che mi picchia.
      è che per capire la cifra a cui siamo, ti basti sapere che l'intervento più richiesto è la sbiancatura dell'ano!
      volevo aprire un dibattito, ma Teti non vuole ospitarlo.
      tutto qui.
      Ugo

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    4. sulla sbiancatura dell'ano? roba da fare invidia a Monti e M. Jackson...

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  4. Anonim@ Còrs@29 agosto 2012 07:41

    Il matrimonio il 15 ottobre a Roma? Chissà che non accada qualcosa. E'una data calda quella per la città eterna. Chissà che non venga nuovamente ... incendiata.
    Comunque i gatti danno meno fastidio. E devo dire che all'atto meccanico di qualcuno io preferirei il fai da te. Ma d'altronde il personaggio ha solo una cosa in testa ... la lista e si muove come un automa seguendola pedissequamente. Mi sembrano come i precetti divini. Li segue anche se sono insensati. La chiusa mi ricorda un altro tuo pezzo. Molto molto bello. Sono curiosa della scelta di Simona.

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    1. i gatti sono sicuramente meno rompicoglioni. e' vero. e per quanto riguarda la data... beh... che fai? mi anticipi la trama? :) (anche io sono curioso della scelta di Simona)

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  5. Anonim@ Còrs@29 agosto 2012 09:51

    no non voglio anticipare la trama, ma diciamo che oggi mi si è illumnata una lampadina e mi son detta ... chissà :)

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    1. ok Archimed@... fai luce un attimo qui che ho perso le chiavi...

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  6. Anonim@ Còrs@29 agosto 2012 09:58

    Ciecato ... dovresti smetterla con certe attività, fanno male alla vista :D

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    1. seguo il tuo conisglio: smetto di leggerti :P

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  7. Anonim@ Còrs@29 agosto 2012 10:07

    ehehhe bravo ... è ora di smettere ... e io smetto di leggere te! :)

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    1. al posto tuo la smetterei con la masturbazione invece... tanto per far contento il tuo fidanzato...

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  8. Anonim@ Còrs@30 agosto 2012 07:00

    Magari al mio fidanzato piace ;)

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  9. dev'essere un sequel, quindi non ci ho capito niente;
    ti lascio le impressioni a pelle e a muzzo, per quel che possono valere: un po' troppo porno per i miei gusti puritani e qualche virgola in eccesso che ha fatto inciampare la scorrevolezza della mia modalità di lettura veloce;
    personaggio masochista ma anche un po' sado, sopportabile solo se scritto ad alto livello qualitativo, come in effetti è :)

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    1. ah non lo so. io lo considero piu' un fantasy in effetti. ma lo sto scoprendo mano a mano. ne scrivo un pezzo a settimana. da otto settimane...
      ma tra un mese smetto, prometto :)
      ciao Silvia

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  10. Per esperienza, non do credito a coloro che promettono di smettere, di qualsiasi vizio o perversione si tratti :))

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    1. la tua esperienza non mi conosce... :P

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  11. ... Tu hai bisogno di esperenziare la lama di tutti i coltelli per sapere che tagliano? ;)

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    1. hai mai sentito parlare dell'arrotino? se c'e' uno che fa l'arrotino cosa ne desumi, a proposito delle lame dei coltelli? :)

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  12. che è più pericoloso dei coltelli che arrrrrrota :)

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    1. questo e' sicuro :) ma tu schivi bene... ;)

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