giovedì 16 agosto 2012

ESPERITA - ALMENO UNA VOLTA NELLA VITA (6)

Gli esseri umani ridono delle cose e delle situazioni piu' disparate. Ecco, in questo senso, l'umorismo e' una questione del tutto personale. Piu' o meno come l'igiene intima. Quando si entra in contatto con gli altri, allora magari tocca trovare un limite condiviso. Ma in solitudine, ognuno gratta il muso alla piattola che gli pare.
A me, per esempio, fa ridere da morire l'idea di Simona contemporaneamente ferma su due bilance, immobile e seria che trattiene il fiato, che si concentra e fissa i display, come se lo sguardo avesse il potere di ridurre i danni collaterali insieme al numero dei Kg. E' cosi' che la immagino adesso, ricordando la mattina in cui c''e stata l'esplosione, alla fine del marzo passato. In quel modo mi appare nella fantasia, e ne rido. Forse stupidamente, e' vero. Ma se cosi' vi sembra, sappiate che il limite condiviso tra me e voi ha nome Esperita, ed e' un gioco. Un gioco nel quale io racconto e voi scartabellate nella mia vita.
Per Simona, pesarsi, e' una malattia, una mania, un atto espiativo associato all'altro compulsivo di mangiare. Si ingozza in preda a qualche demone di squalo, alle multi-personalita' proprie del branco di pirana da cui e' posseduta... e poi va in bagno. No, non per vomitare. Per pesarsi. Ha anche un quaderno dove appunta i risultati dei sondaggi a cui si sottopone quotidianamente.
Io la sento entrare in stanza, qualche volta. Il rumore del cassetto che si apre, il frusciare dei fogli, il cazzotto sulla scrivania. E' febbrile nella persecuzione del rito. Quasi come lo sono io, quando apro il mio foglio, stipato anche quello nel fondo di un cassetto. Comunque quel giorno del marzo scorso, stava su una doppia bilancia, Simona. Su quella che abbiamo nel bagno e su quella che io ho dentro il cervello. Dunque la soppesavo, mentre lei si pesava.
Ragionavo del fatto che deve sembrarle orrendo il modo in cui s'e' ridotta: cosi' massiccia, formosa, enorme e gonfia. E che vivere questo orrore, deve averle oscurato la ragione, tanto da non farle cogliere, a lei cosi' perspicace per altri versi, come stiano realmente le cose.
Si, e' vero, Simona mi piace. Mi piace il suo viso placato a cui sottende la rabbia inespressa. La ferocia, quasi. Mi piace la sua contenuta sessualita' straripante di cattolica praticante. L'abilita' che si riconosce nelle cose della vita. E il fatto che penda irrimediabilmente dalle mie labbra. La stavo soppesando, quindi. Perche', chiaramente, dovendo scegliere, tra lei e la pazza avrei scelto lei come compagna di vita. Ma c'e' poco da fare: io non cerco una compagna di vita. La mia compagna e' Esperita. Anche se non c'e'. Anche se di lei serbo solo l'incantesimo, quello che mi fa respirare serenamente e liberamente ancora adesso. Bene, dicevo... non cerco una compagna di vita. Cerco la mia lettera EMME.
La mia lettera EMME, come ordinato dal medico al momento della dimissione, e' il matrimonio. Esatto: un cazzo di cappio al collo. Ma se non altro io, a differenza di tutti gli altri manichini convogliati a nozze, potro' dire che di sposarmi me l'ha prescritto il dottore.
Non mi sono mai sposato prima, come mai prima ho compiuto nessuna delle altre imprese che stanno nella lista di Esperita. E malgrado fino a oggi, seguendo il percorso indicatomi, io abbia annegato, coltivato duemila metri di terra a cavoli, affrontato il pubblico scherno e le botte mascherato da centurione, partecipato a una quasi insurrezione, frantumato la palestra di una scuola, costruito un forno sul terrazzo rischiando d'esserne buttato giu' di sotto e rapinato un disgraziato sperso per la via, dover affrontare il matrimonio mi angustia in maniera particolare. Ho la testa fissa al fatto e un solo scopo in mente: non coinvolgermi in qualcosa di irrimediabile. Quindi preferisco sposare in gioco e leggerezza questa sorta di gatta nuda che mi circola per casa, piuttosto che un dobermann innamorato. In realta' avevo anche valutato di ordinare una moglie per posta, una che avesse bisogno del visto. E magari di farmi anche pagare, per questo. Una cosa pulita, una ragazza dell'est o una africana. Un tot di mila euro, pochi ma meglio di niente, e nessuna complicazione. Ma poi ho considerato meglio la parola complicazione. E mentre desistevo dallo scegliere una disperata, anche perche' sarebbe stato in fondo imbrogliare, Rita mi ha lanciato l'idea. Cosi', come suggerendo un modo per non farsi del male. E' successo che quella mattina di marzo e' venuta a svegliarmi con il caffe'. E' salita sul letto, mi si e' accucciata affianco e mi ha detto “ti sento stanco”.
E vorrei vedere...
Avevo passato gli ultimi tre mesi, giorno e notte, a lavorare alla lettera E. Ero stre-ssa-tissimo, roba da rischiare un nuovo infarto.
Ma della lettera E parlero' dopo, lo prometto.
Per adesso continuo a dire, e vi dico cosa e' successo li' intorno, in prossimita' cioe' del momento in cui c'e' stato il botto. Per inciso: una roba che seriamente ha scosso il nostro piccolo mondo.
Dunque e quindi Simona era in bagno a pesarsi e io la soppesavo con gli occhi semichiusi, in una sorta di dormiveglia, aspettando l'esecuzione. E' stato allora che Rita e' entrata. Ed e' stato proprio in quel frangente che s'e' fatta gatta premurosa, accucciandomisi affianco.
I vetri, a un tratto, hanno tremato. S'e' sollevato un polverone. Il quartiere ha subito una piccola rivoluzione. Le sirene hanno cominciato a urlare. E io, come di regola accade quando il punto scala, quando il fatto si realizza, quando ho successo insomma, ho avuto una fenomenale erezione. Istantanea. Senza paragone. Perche' devo dirlo: piu' scalo la lista, piu' il mio sesso s'ingrossa. Sento che diventero' un vero caprone quando spuntero' la lettera zeta. O e' solo una speranza la mia. Ma ecco, a Rita del botto non e' importato affatto. Ha solo notato che tra i vari sollevamenti di polvere carta e vento, s'era alzato anche il lenzuolo, issato su dal pene. Ha sorriso, mi ha dato un bacino sulla guancia e me lo ha succhiato.
Di li' a poco e' entrata Simona, mezza svestita e coi capelli per aria.
Avete sentito l'esplosione? Ha detto tutta scarmigliata. Ma, per me, e' stata solo un'eco dentro il rombo, la sua voce, che intanto venivo e la pazza ingoiava.
Poi Rita mi ha nuovamente sorriso, mi ha raccomandato di finire il caffe', e s'e' alzata per andare altrove. Chissa' dove. E sulla porta ancora spalancata, s'e' girata miagolando in un risolino... oggi mi sento tua moglie.

(continua...)

26 commenti:

  1. Meno male che Rita "... mai più intesserebbe tresche e tele coi suoi coinquilini." Coinquilini che lei "ama come fratelli". Ah ma forse sentendo l'esplosione ha pensato che facesse parte del cambio energetico a cui si approssima l'universo e dunque ha pensato che anche lei, succhiandolo, "aiuta il cambiamento a questo modo. Generando non so bene quale forza."

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    1. forse ha pensato questo, chissa'... o forse non ha pensato niente.

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    2. ps o forse altro... ma qualsiasi cosa sia successa, non sta in questo paragrafo.

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  2. Beh il seguito lo vedremo. Però anche il non pensare a niente ci starebbe bene, ma l'idea del aiutare l'universo mi piaceva di più :)
    Due esplosioni: una più grande e una più piccola. L'universo ringrazia. Il protagonista anche :)

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    1. uno magari pensa di aiutare... e invece chissa' che combina.

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  3. ma che Esperita sia figlia del crack? perchè una che suggerisce il matrimonio dopo un infarto...La e, vogliamo sapere della e.

    marianna

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    1. e io ribadisco come in precedente replica... occhio a non fare confusione tra Esperita e ... Rita.

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    2. (che pii magari sono la stessa persona eh... io non lo so. anche se non mi sembra...)

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    3. guarda che prima di lasciare questo commento mi son riletta per bene i precedenti e ho capito che non sono la stessa persona. e proprio per questo ti dicevo che secondo me Esperita potrebbe benissimo essere un' allucinazione da crack, balsamica però. Una nuova speme di vita.

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    4. ah ok, quindi non sono la stessa persona... mi fido di te :) (comunque il crack, visto il luogo in cui siamo, qualcosa deve per forza entrarci, alla fine...)

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  4. un racconto porno?
    e spacciato (come aggravante) per "una volta nella vita" (ahahhah)
    comunque:
    oltre a "mancare" la risposta alla richiesta di matrimonio, mi pare manchi anche un'idea precisa sul soggetto a cui rivolgere la domanda.
    cosa di poco conto "giacchè" è probabile che alla fine l'idea cambi, venga abbandonata o ià probabilmente dichiarata: "mai espressa".
    COMUNQUE come punizione per il post porno CLICK (se protesti ti linkos la versione di arisa:)

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    1. sul mio vecchio LMA ho una serie di post a titolo "un po' porno"... :) figurati se protesto

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  5. Fare la moglie è un mestiere molto faticoso...;-)

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    1. meglio fare i naviganti... :) http://www.youtube.com/watch?v=jSEMONRRRIU&feature=fvst

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  6. ...mi preoccupa la "f" ... ;-)

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    1. tranquilla Luisa. qui il preoccupante comincia intorno alla I... :P

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  7. ....ti prendo alla lettera... ;-)

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    1. (questa te l'ho servita su un piatto...)

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  8. eh...sì...devo ammetterlo... :-)))

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  9. 1l protagonista comincia a sembrarmi un po' troppo cagasotto. E poi non si capisce se Simona si sia davvero accorta della seconda esplosione...certi particolari sono importanti, eh...

    OV

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    1. infatti... non te li dico subito :P
      ma secondo te? se ne e' accorta o no?

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  10. Ha fatto finta di no. Come se non stesse accadendo nulla, per sminuire l'evento ai minimi termini.

    OV

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    1. ha masticato amaro quindi e ingoiato (ehm...) il boccone. e poi si e' tenuta tutto dentro fino ai primi di agosto, quando ha sclerato di fronte a nudismi, forni accesi e parmigiane di fiori di zucca sparsi al pavimento. e' possibile. o magari tra la fine di marzo e agosto e' successo anche altro. del resto, a meta' estate, sappiamo che Simona era a conoscenza del desiderio di lui di sposare rita. e fino a questo punto del racconto, il paraculo, s'e' ben guardato dal confessare il progetto sia al dobermann che alla gatta...

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  11. Attendiamo con succosa curiosita', allora... ;)

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