mercoledì 8 agosto 2012

ESPERITA - ALMENO UNA VOLTA NELLA VITA (5)


Ho cucinato una parmigiana.
Coi fiori di zucca.
Perche'-non-con-le-melanzane, dite? Semplice: perche' Erminio e' un povero Cristo, non ha melanzane ma solo fiori di zucca, e pensa di farmi piacere regalandomene a iosa. Io non me la sento di deluderlo o di tradirne la fiducia. Mi sembrerebbe di bucare gli occhi a una colomba, o di incularla mentre dorme. Non sono in grado, dunque, ne' di rifiutare, ne' di fregarlo. Cosi' continuo remissivo, ogni volta che vado a bagnare l'orto, a portare indietro ceste di fiori arancioni, simulando gratitudine.
Chi non ha mai visto Erminio, non puo' avere comprensione per questa mia accondiscendenza. Lui mi aspetta col sorriso, e col sorriso mi accompagna su tutto il vialetto, anche quando vado via. Immagino che i colori della sera, in questa periferia romana, siano, per il mio semplice amico, il solo motivo di gioia. Le mie, le sole chiacchiere gradite. Magari mi sbaglio... Ma non me la sento di girare l'angolo e scaricare i regali nella pattumiera. Mi trovo obbligato a usarli, i suoi fiori. Per addobbo e in cucina. E dato che mal comune mezzo gaudio, si dice... mi ritengo autorizzato nell'obbligare anche le mie coinquiline a nutrirsene.
Il giorno in cui per la prima volta sono sbocciati i fiori delle zucche di Erminio, l'estate scorsa, lui me ne ha regalati 20. E io, a casa, li ho fritti. Un cult, i fiori di zucca fritti, no? E' cominciata cosi'. E per quella settimana, 20 ogni sera, Erminio, me ne ha regalati. Cosi' ho fritto fiori in pastella per 4 cene di seguito. Avrei continuato fino in fondo, ma alla quarta, Simona, mi ha guardato come se io fossi il ladro penetrato in giardino, e lei il cane da guardia.
Allora, dalla settimana successiva, visto che il mio compare contadino perseverava nel volermi omaggiare, ho provato a cucinarli ripieni, i suoi fiori. In svariate versioni differenti, ho provato. Patate e uovo, con la maggiorana e la pancetta, col riso, con la crema di zucca... In seguito li ho messi sulla pizza, li ho stufati insieme alle rape e ai peperoni, col vino bianco e con la salsa di soia, ci ho condito la pasta insieme a salsiccia e zafferano...
E' passata la prima estate. E' cominciata la seconda. E' arrivato agosto. I regali di Erminio non sono ne' cambiati ne' diminuiti.
Dunque oggi ho aperto il frigo, e il primo scomparto in alto era occupato per meta' da cadaveri e boccioli. Nell'altra meta' c'era invece la bacinella, con le frittelle avanzate da ieri. Le ho assaggiate, fredde.

I fiori in pastella, freddi da frigo, non mi sono sembrati malvagi. E ho deciso di farne una parmigiana. Ho cucinato un sughetto semplice, ristretto il giusto, con aglio e passata di pomodoro, e poco olio. Ho spezzettato la mozzarella e grattato il formaggio. Ho sovrapposto gli strati e poi infornato.
Credevo di fare bene.
Simona pero', tornata a casa all'una e mezza, e' sembrata da subito pensarla in maniera differente. Mi ha guardato furente, ancora peggio che al quarto giro di frittelle dell'estate precedente. Il forno acceso a mezzogiorno d'agosto, a Roma, in effetti, non e' cosa che, in pausa pranzo, si possa gradire piu' di tanto. Certo, nemmeno la scena che le ho involontariamente offerto, deve aver gradito. Mi ha trovato, infatti, cosi' come mi ero messo: in mutande, per resistere a tutta quella caloria. Con Rita in slip bianchi infraculo accovacciata sulla sedia, avvinghiata al ventilatore, subito alle mie spalle. E' vero: dire di Rita che gira in topless e' esagerato. Le mancano piu' che altro le tette, prima ancora che la stoffa con cui si dovrebbero coprire. Ma e' il concetto che conta. Piu' o meno come il pensiero, quando si tratta di un regalo.
Io fantasticavo osservando il forno, nel momento in cui Simona e' rientrata, e forse anche Rita fantasticava, girando le pupille a elica appresso al ventilatore. Insomma: ci siamo accorti di lei in ritardo, solo per la tensione nell'aria, quando gia' stava sull'uscio della cucina a mirarci in cagnesco.
Non ci ha detto niente. E' filata in camera ed ha sbattuto la porta. Ne e' uscita dopo 5 minuti, con t-shirt e calzoncini.
All'inizio non ho capito il senso recondito del suo cambio d'abito. Anche perche' l'avevo guardata di striscio notando appena i colori – bianca la maglia, verdi i calzoncini. Ma poi s'e' seduta, reclamando il cibo, e allora ho colto il messaggio. I capezzoli, lasciati liberi dal reggiseno, esplodevano sotto la stoffa bianca e un po' sudata. Ecco, faceva piu' lei in tenuta da pallavolista che Rita in tenuta da Eva nudista. Aveva accettato una sfida, povera Simona, senza pero' che nessuno l'avesse lanciata.

Che dire della parmigiana di fiori di zucca? Io non lo so se sia una ricetta buona o una schifezza. La mia e' finita prima di cominciare, non l'ho assaggiata. Mi sono accorto che le tette esplosive del dobermann stavano li', in vetrina per me, proprio mentre portavo in tavola. E mi sono distratto un momento di troppo, facendo volare a strage la pietanza sul pavimento.
Rita ha riso, Simona ha mormorato la cosa piu' vicina a una bestemmia che le abbia mai sentito sputare. Un porchepoppe, che davvero mi pare una geniale e innovativa invenzione. Adeguata alla sua condizione, tra l'altro. E poi mi ha aggredito.
Davvero: capisco il caldo, ma aggredirmi in quel modo... mi ha urlato senza pieta'. Definendomi un cretino. Primo perche' ho un amico scemo e lo continuo a frequentare, uno con 700 piante di zucchine che producono solo fiori. Secondo perche' andare tutti i giorni al tramonto da Erminio, a coltivarmi un pezzo di orto e piantarlo tutto a cavoli, e' un delirio che fa di me il degno compare dell'altro scemo amico mio. E terzo perche' solo un cretino puo' pensare di accendere il forno in un ultimo piano a Roma citta', il 3 di agosto. Ecco, non ha menzionato la mia goffaggine, seppure il suo frutto facesse bella mostra di se' al suolo, sulle mattonelle unte. Si vede che non le importava. Ma nemmeno ha accennato al discorso che, secondo me, sottende al suo eccesso d'ira: e cioe' la consapevolezza del fatto che io voglia sposare quell'ebete di Rita, una che se ne sta nuda e fissa con lo sguardo sul ventilatore, una a cui pare normale ogni mia follia. Anche se non ha affrontato l'argomento, pero', io lo so che sotto sotto e' il pensiero dell'imminente passo in cui mi sto per lanciare, a rendere Simona cosi' facile alla ferocia.

Comunque mentre gridava non se ne e' accorta, ma intanto, la pazza, s'era alzata dal posto a sedere e s'era chinata accanto al casino che avevo combinato. E come si mettono i gatti a leccare il latte dalla ciotola, anche lei cosi' s'era messa: a mangiare la parmigiana sparsa al pavimento simulando una postura felina, inarcando la schiena e sollevando il sedere. Lasciando bene in vista gli slip infraculo e le due natiche tonde, perfette, come gli emisferi di un pianeta inesistente, ideale, iperboreo. Esatto: un cazzo di paradiso terrestre.
Gli improperi, a Simona, quando i suoi occhi seguendo i miei hanno trovato la pantomima, si sono estinti in gola. E siamo rimasti li', sospesi in un tempo indefinibile, a guardare la Rita seminuda comportarsi da matta, o da gatta... non so piu' bene. E quella? Imbavagliati i sospiri, uditi i silenzi, catturati gli sguardi, dopo un po' s'e' fermata. Ha sollevato il visino sporco di sugo, e restando sempre a quattro zampe, acquattata, ha miagolato e poi le ha riso in faccia, di gusto. Ecco, potrei anche usare il plurale in verita'. Non ci troverei niente di male. Anzi, sarebbe magari utile a sdrammatizzare. Ma no, non c'e' dubbio alcuno. Rita ha riso in faccia a Simona, con un certo fare di selezione. Sarebbe sciocco cercare di negarlo.
Simona ha tenuto la botta, dapprincipio. Non si e' scomposta. Poi ha guardato la mia lingua, le e' sembrata penzoloni, e s'e' abbattuta come si abbattono gli elicotteri, quando sorvolano le terre sbagliate: ampi cerchi concentrici, qualche scarto di lato, uno schianto muto, il rimbombo di un fuoco che divampa. Qualche cadavere dentro, imprigionato. Irrecuperabile. Carbonizzato.

(continua...)

61 commenti:

  1. spero che la cosa ti lasci quanto meno indifferente piuttosto che offeso, ma questo post mi ha fatto ricordare il miglior Murakami, quello dei tempi in cui lo stimavo:)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. mi sento offesissimo e chiedo soddisfazione. ci vediamo domani all'alba nell'orto per regolare la cosa a colpi di magaglio.... :P

      Elimina
    2. (in alternativa ci vediamo al tramonto allo Stregatto per una sfida a colpi di aperitivi al vino) (ps lo Stregatto di Asti....)

      Elimina
    3. ok, hai vinto, mi hai steso solo al pensiero, farò la tanatosica:)

      Elimina
    4. in quello ti sfida Nello. occhio: si sta allenando sul tappeto. no, non quello elastico... :P

      Elimina
  2. La povera Simona proprio non riesce a mandar giù il rospo, non riesce a capire come la "matta", "l'ebete" possa essere la prescelta per la lettera M. E alla fine sembra che la gelosia ceda il passo alla resa di fronte all'evidenza. Ma qualcosa non mi quadra...

    RispondiElimina
  3. Ah beh se non quadra nemmeno a te allora siamo a cavallo ... :)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. ...forse adesso quadra meglio. scendiamo da cavallo.

      Elimina
    2. grazie per la visita plurima...dici che non c e mai stata quiete?

      Elimina
    3. non lo so. io sono testimone di un tempo che quiete non ne conosce.

      Elimina
  4. Beh almeno i nomi quadrano :)

    RispondiElimina
  5. beh, è un pò troppo contenuta simona.
    dico, se vuol fare sclerare non si impegna abbastanza. dico, sta divenendo matta lei...

    il racconto, in effetti, mi ha fatto sorgere una domanda: ma perchè diamine le deficienti riescono molto più di quelle con le tette dai bei capezzoli?

    ah, dimenticavo: "porchepoppe" e "infraculo" da oggi sono le mie due parole preferite.

    OV

    RispondiElimina
    Risposte
    1. riescono... a fare che?
      ps
      piccoli vocabolari crescono

      Elimina
  6. riescono a farsi bastare, per esempio.

    un'idiota è sufficiente.
    una che scazzotta con sè stessa per cercare di sopravvivere non è mai abbastanza.

    adesso mi metto a leccare sughi dalle mattonelle anch'io. con infranculo a bella vista.

    sicuro che avrò il mio fiore di zucca ripieno!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. io non direi che Rita e' deficiente. questa e' una tua deduzione. per adesso al massimo l'hanno definita "pazza" (o gatta, non ricordo piu'...). del resto pare vero che gli idioti si bastino. questo potrebbe portare a credere utile criterio di valutazione l'atteggiamento che ciascuno ha con se stesso. se uno ci fa a cazzotti, con se stesso, non bastandosi mai, allora, stando al criterio estrapolato, dovrebbe essere questo soggetto "non idiota". chissa' se e' vero.
      ps
      piu' che l'infraculo, e' utile "un cazzo di paradiso terrestre", forse. ma occhio, perche' il ripieno dei fiori di zucca lo conosce solo il cuoco. e potrebbe non piacerti...

      Elimina
    2. io credo di non poter essere oggettiva nel commentare questo post.

      no, davvero, la devi piantare di nasconderti sotto i pali.

      OV

      Elimina
    3. aaaaaaaahhhhhhh ancora!? non mi ci nascondo, io ci vivo.
      ps
      maddai, tu sei una procace dobermann a cui e' stata preferita una matta/gatta?

      Elimina
    4. non te lo dico.
      che quando scrivi certe cose mi stai antipatico u.u

      OV

      Elimina
    5. sappilo, probabilmente essere stata SCARTATA o considerata al massimo una SECONDA SCELTA, al momento puo' non esserti piaciuto... ma a lungo andare, vedrai...

      Elimina
  7. io ho un profilo google che detesto e che se scopro come cancellarlo, lo divoro! u.u

    OV

    RispondiElimina
  8. A me pare che Rita sia nè più nè meno che un mezzo per far ingelosire e far sclerare Simona. Non mi aspetto che l'idea del matrimonio venga poi portata a termine, almeno non con lei. Ma magari lavoro troppo di fantasia.

    RispondiElimina
  9. rita un mezzo?
    ma che mezzo è?

    è il mezzo per farsi passare per cretini, allora.

    a meno che simona non sia una sorta di monolite da dover far smuovere con tattiche grottesche.

    maddai, non può essere.

    OV

    RispondiElimina
    Risposte
    1. insomma la questione EMME Matrimonio Simona/Rita batte sonoramente le altre bizzarrie del soggetto che racconta...

      Elimina
    2. No non le batte tutte, ma al momento monopolizza. Così come monopolizza l'attenzione dei due l'iperboreo in bella mostra.
      Il soggetto che racconta è ben strano e persegue degli obiettivi che non sono ancora così palesi.

      Elimina
    3. infatti. ho notato come sia passata piu' o meno in secondo/terzo piano persino la grassazione... e' un suggerimento ai rapinatori: date scandalo, accendete una rivalita' in un menage a trois... e la farete franca!

      Elimina
    4. No non è passata minimamente in secondo piano la grassazione. Né che ci abbia messo un paio di anni ad arrivare alla G. E che di sicuro la O non è omicidio. Insomma non sempre commento, ma tengo ben a mente e quando non ricordo rileggo :)
      Però sì … il consiglio ai rapinatori ci può stare, lo scandalo distoglie sempre l’attenzione dal centro della questione …

      p.s. ma se all'inizio c'era "un cazzo di alverare" e ci è andato ad abitare, con "un cazzo di paradiso terrestre" che ci farà?

      Elimina
    5. non lo so, ma stando alle regole dovrebbe farsene cacciare, no? smettera' di mangiare fiori di zucca e si dara' alle mele, vedrai....

      Elimina
    6. deve entrarci per farsi cacciare :D

      Elimina
    7. da quel che mi ricordo i due che ne sono stati cacciati, ci erano nati....

      Elimina
    8. Magari ricordo male, mi pare che più che di nascita si possa parlare di creazione dal nulla. Ma bisogna pure crederci ...
      E anche fosse, mi sa che i protagonisti erano altri. O sbaglio? :)

      Elimina
    9. hai ragione. lei, per esempio, indossava la foglia di fico e non l'infraculo...

      Elimina
    10. Difatti :)

      p.s. per quanto riguarda la presunta sfida, che nessuno le aveva lanciato secondo il protagonista, secondo me non è poi tanto vero. Sì, sarà anche tutta nella sua testa la sfida, ma è anche vero che lui coglie le sue emozioni, come lei pesca nella sua testa, e sa perfettamente che lei è gelosa ... dunque il parlarle delle sue intenzioni verso Rita, la gatta-matta, sembra, almeno a me, una bella provocazione.

      Elimina
    11. eh... allora forse e' cosi'. forse l'ha provocata. ps ma Rita? Rita sa della sfida, nel caso...?

      Elimina
    12. Ah non lo so se Rita sa della sfida. Secondo me lei si diverte soltanto a fare quello che le passa per la testa.

      Elimina
    13. anche secondo me. ma che ne so, io?

      Elimina
    14. Tu niente di sicuro, come non sai niente della sfida :)

      Elimina
  10. Beh, a me piacciono i fiori di zucca.

    non noto alcuna bizzarria :P

    OV

    RispondiElimina
  11. nel senso che mi trovi rivoltante? :D

    OV

    RispondiElimina
  12. il fiore di zucca è una prelibatezza.

    ma tu che ne sai di orti! :P

    OV

    RispondiElimina
    Risposte
    1. in effetti poco e niente... per fortuna c'e' Erminio...

      Elimina
    2. lui preferisce i cavoli in effetti

      Elimina
    3. probabilmente anche a merenda... ;)

      Elimina
  13. Senti.. i fiori di zucca vengono buonissimi se li fai ripieni di ricotta e poi li cuoci nel pomodoro. Ricordatelo. :-)

    Quanto al resto del post penso che quando due donne entrano in competizione è perchè c'è uno smidollato che le istiga. Sempre.
    Quindi sono arrabbiata e tifo Simona perchè.. lo so io perchè!!!
    Ciao

    RispondiElimina
    Risposte
    1. prendo nota... ma immagino che mangiarne 20 al giorno, in qualsiasi salsa, sarebbe troppo per chiunque. :)

      in quanto al resto... ma tu dici che la competizione non sta tutta dentro 'a cap' 'e Simona? oh, io non lo so... per inteso. la mia e' solo una impressione...

      Elimina
    2. Non avevo ancora letto.. comunque no. Impressione sbagliata.
      Decido io.. ahahahah

      Elimina
  14. Dì la verità: Rita è ricca sfondata e facile all'interdizione, neh?! Imbavaglio il sospiro.

    RispondiElimina
  15. naaaaa. non credo sia ricca.

    RispondiElimina
  16. La parmigiana con le zucchine è buonissima.

    RispondiElimina
  17. hai capito la catechista con le poppe in vista??? mettere -anche involontariamente- due donne in competizione è uno dei giochi più perversi e pericolosi. La donna è sempre pronta a fare lo scalpo anche alla migliore amica se il suo ego viene minato. E io comunque tifo per Esperita, pazza, ma se stessa sempre e comunque.

    marianna aka inmyeyes

    RispondiElimina
    Risposte
    1. oh ma guarda un po' chi marcia su queste desolate lande! :) bene arrivata Marianna. il gioco della voce narrante e' perverso, comincio a crederlo anche io. ma occhi a non confondere Rita con Esperita...

      Elimina
    2. ecco perchè qualcosa non mi tornava...è colpa tua, sei tu che mi confondi le idee. :P

      Elimina