giovedì 2 agosto 2012

ESPERITA - ALMENO UNA VOLTA NELLA VITA (4)

Ho la certezza che Simona peschi nella mia testa e nei miei pensieri più o meno come i ragazzi fanno al luna park: col braccio meccanico, manovrando dall'esterno. Si, esatto: per lei sono una cazzo di campana in vetro coi premi dentro.
Al luna park i ragazzi giocano con maestria o ridendo. In ogni caso, con intenzione. Non si affonda una moneta se non per dare seguito al desiderio di qualcosa. Anche se lo si fa per scherzo, un obiettivo esiste sempre. Si guarda, si vede, si tenta di afferrare.
Che ci riesca o meno dunque, Simona, a tirare fuori dal mio cranio un progetto o una elucubrazione di cui taccio, e' comunque evidente che il mio intimo, per lei, non è affatto un mistero.
Ho cominciato a nutrire il sospetto che cosi' fosse gia' dalla prima settimana di coabitazione, due anni or sono.
Una mattina infatti mi stava di fronte, con le ciocche bionde sull'incarnato pallido, esuberante nel completo scuro che indossa per due giorni al mese, come tutti gli altri abiti di sua proprietà, a rotazione. Gia' pronta per andare in ufficio, tentennava incerta sul modo di comportarsi, quasi facendo oscillare il braccio meccanico munito di pinza prima di abbassarlo sull'orsacchiotto. In realta' ne avevo solo l'impressione che quel manico di alluminio incombesse sulla mia testa cucita a pelo sintetico e spugna, dato che non la guardavo nemmeno, io, Simona, tanto ero assorto.
E come se calasse la tenaglia, quel giorno, ad un tratto, lei aveva lasciato scivolare un racconto, cosi', con innocenza. Tra l'avvertimento che il caffe' si stava raffreddando e l'augurio per una buona giornata.
Il racconto riguardava un suo fratello, uno che viveva al paese e che ancora li' stava, piantato come un chiodo. Questi, cinque anni piu' giovane, una mattina pare fosse uscito nell'aia, col volto infiammato. Inseguito un pollo, raccontava Simona lenta ed esclamativa, lo aveva preso e redarguito. Di conseguenza, avvicinatosi, lui in eta' prescolare, a uno dei bidoni pieni d'acqua che versavano nel cortile per non si sa bene quale ragione, aveva immerso l'animale nel liquido. Annegandolo, sotto gli occhi terrorizzati della sorella.
Anche mio cugino, una volta in campagna dalla nonna, s'era comportato allo stesso modo. Aveva inseguito il pollo, l'aveva preso, e poi l'aveva immerso in una vasca piena di acqua, li' dove nonna lavava i panni.
E ci stavo giusto pensando.
I polli hanno l'epiglottide? Attraversano le quattro fasi dell'annegamento, come le attraversa un umano? Un pollo, annegando, passa dalla fase della sorpresa inspirando lungamente e per qualche secondo, fino a giungere rapido al tentativo di apnea, durante il quale s'agita e cerca di impedire all'acqua il raggiungimento dei polmoni? Ricordo che erano fondamentalmente questi i due punti che mi risultavano dubitabili e oscuri. Perche' invece ero abbastanza sicuro che anche un pollo avrebbe infine attraversato la fase apnoica di morte apparente e quella terminale di boccheggiamento e arresto cardiaco. Esattamente come sarebbe capitato ad un essere umano.
Pur essendo io un essere umano, tuttavia, quando quella mattina a colazione mi ero sentito come una campana di vetro attraverso le cui pareti il dobermann poteva scrutare e scegliere cosa pescare, mi ricordo di aver chiuso la bocca, rimasta aperta per alcuni secondi come nella prima fase della sorpresa, e di non essermi agitato affatto, evitando di precipitare nella spirale dell'annegamento. Anzi, avevo proprio dissimulato. Ridendo, bevendo il caffe' e poi chiedendo come mai mi stesse raccontando quel fatto, poiche' mi sembrava una coincidenza clamorosa che lo stesse tirando fuori proprio in quel momento, nel quale stavo giusto, chissa' per quale motivo, ricordando mio cugino, che aveva annegato il pollo sotto i miei occhi basiti.
Simona era sembrata ancora piu' sorpresa di me. Per aver sbagliato a leggere il pensiero o per non essere riuscita a portarmi allo scoperto forse, non so. Sta di fatto che a quel punto l'avevo incalzata, lei e la sua bella bocca aperta, ammassando materiale sulla lingua rosa che faceva capolino tra le labbra carnose. E infatti le avevo chiesto come ne fosse uscito il fratello.
Perche' mio cugino, i segni della lotta col pollo, li aveva esibiti per settimane e settimane ancora.

Oggi la osservo, Simona, che esce dal bagno con un asciugamano avvolto intorno al corpo e un altro a turbante sulla testa. Non fa come Rita lei, non se ne va in giro nuda e gocciolante per le stanze. Non la vedi passare con le costole in evidenza, affioranti, davanti alla porta. Primo perche' ha tanta carne tra pelle e ossa, e secondo perche' e' pudica. Anche tignosa. E ha talmente tanto criticato Rita per i suoi atteggiamenti, che adesso le sembrerebbe assurdo cambiare linea di comportamento e fare come la mia futura sposa.
Avete capito bene, ho deciso di chiedere a Rita di sposarmi.
Per portarmi avanti sul lavoro e preparare la lettera M.
La pazza ancora non lo sa, mentre a Simona ho gia' confessato le mie intenzioni.
Il dobermann ne muore, lo vedo bene. E' gelosa. Perche' se lei mi pesca i pensieri come fossi di vetro, io le colgo ogni emozione sul volto, come fosse una rosa.

(continua...)

20 commenti:

  1. La chiusura vale l'intero post, lei sola.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. ok, allora posso smettere di scrivere Esperita al primo paragrafo del secondo capitolo!!! :P

      Elimina
    2. Ho detto che vale il post non ti allargare! :-D

      Elimina
    3. ok, mi restringo subito... :)

      Elimina
  2. mi fai girare la testa, io te lo dico.

    Eschimese

    RispondiElimina
    Risposte
    1. weh Eskimo, qual buon vento (gelido immagino...)? eh lo so, mi muovo rapido come il paguro.. (o era il canguro...)

      Elimina
  3. il cianuro. era il cianuro.
    Niente è più rapido di questo... ;)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. ah gia', il cianuro. anche se io mi intendo piu' di cicuta in effetti...

      Elimina
  4. Risposte
    1. se vuoi ti preparo un piatto con il prezzemolo... (la capirai questa?)

      Elimina
  5. non sono stitica, veramente (spero di sì, altrimenti non faccio la figura che vorrei :P)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. "Al genere Conium appartengono solo due specie che sono C. maculatum e C. chaerophylloides. Entrambe sono piante erbacee infestanti che prediligono terreni poveri e incolti. Dal momento che la cicuta e' una pianta velenosa non viene illustrata per la sua coltivazione ma per fornire informazioni che permettano di non confonderla con altre ombrellifere commestibili o medicinali. Nel corso della storia sono stati registrati casi di avvelenamento a persone che avevano confuso la cicuta con il prezzemolo selvatico."

      Elimina
  6. ..Beh,non è da tutti,riuscir a leggere nel pensiero altrui..capire l'altro..Cogliere le emozioni come se fosse una rosa...cavolicchi...è una bella "immagine"..anche se non so se riscirei a capire i mutamenti di una rosa..no,credo di no.PS: però,dicono,che sono empatica...e non sempre è proprio un bene..

    RispondiElimina
    Risposte
    1. allora forse la storia di Esperita non e' una storia da tutti... :) (come vivresti senza empatia? cosi' capiamo se per te e' un bene oppure se in effetti non lo e'...)

      Elimina
  7. Ma le lettere tra la G e la M?

    RispondiElimina
  8. con calma... mancano ancora quelle dalla a alla g. si, si e' accennato ad A nnegamento... ma fno ad ora l'unica descrizione e' stata a riguardo di G rassazione. e poi ci sono anche le lettere che dalla M arrivano alla Z... il tema mi diverte parecchio... poi bisognera' chiarire dei fatti, introdurne altri. e magari ci sara' anche da ridere e da provare un tot di schifo... insomma... anche se non compare nella lista, adesso direi... C alma...

    RispondiElimina
  9. Eh hai ragione, ma la C alma non è il mio forte. "c'ho la F regola" del lettore. :))
    E nella fretta mi son scordata di indicar le altre lettere :)
    Vado a prendere un calmante va ...

    RispondiElimina