martedì 17 luglio 2012

ESPERITA - ALMENO UNA VOLTA NELLA VITA (2)

Dolceacqua, giugno 2012)


Vivo nella capitale da due anni. Non sono uno studente e nemmeno un lavoratore fuori sede.
Sono arrivato qui da un paesino dell'Abruzzo in seguito a u(n incontro. L'incontro di cui parlo e' stato forse, ad oggi, il più importante della mia vita.

Due anni fa lavoravo come tecnico in un centro di ricerca oncologica, per 1100 euro al mese. Nel tempo libero fumavo canne e stavo al pc. A giocare con il virtual instrument. E a bere vino cartonato. Ogni tanto tiravo anche un po' di coca. Per rimanere in casa a parlare addosso alla gente. Il cuore ha retto fino a quando non mi sono trasferito nel residence: un palazzo crivellato di monolocali grandi 20 metri quadrati ognuno. Posti riservati ai dipendenti e agli stagisti del centro di ricerca.
Si, esatto: un cazzo di alveare.

In quel luogo, adiacente all'edificio in cui lavoravo, ho vegetato dieci mesi in mezzo ai ragazzi di passaggio verso una meta supposta e sconosciuta, i dottorandi, e ai pochi altri tecnici con le esistenze parcheggiate. Precedentemente vivevo con una donna, Anita, e il suo cane, un pitbull. Ecco, io ho sempre avuto paura dei cani. Ma a lei non importava. Cosi', quando gia' convivevamo, s'e' fatta regalare quel mostro e amen. Io mi sono dovuto adeguare.
Anita mi tradiva. Regolarmente. Con una mia amica. Almeno, questo e' quello che ero arrivato a credere.
Credere e' un fatto facile, basta volerlo e si crede. Ci si convince. Non è come pensare. Si puo' credere a tempo determinato o indeterminato, tutto e il contrario di tutto nell'arco dello stesso giorno, più o meno consapevolmente. Ma, pensare, si pensa senza remissione di peccato. Pensare e' un “fine pena mai”. Puoi far finta di no, ma il pensiero viaggia ad una velocita' fulminante. Puoi impostare la tua vita sulla fede, certo. Puoi farti uccidere, per la fede. Nella madonna o nel gatto nero, non importa. Ma il pensiero ti fulminera' sempre. Restera' li', sotteso. Puoi decidere di ignorarlo. Ma ogni volta che farai qualcosa in nome di un dio o della sfiga, immediatamente saprai cos'e' che ne pensi in realta', sotto l'infinito strato di negazione che poni a riparo di ogni tua prestazione. E cosi' io voglio credere che Anita mi tradisse ai tempi, anzi, lo volevo credere. E lei mi tradiva, in effetti, con una mia amica. Avrei dovuto essere superiore? In fondo tradire e' tradire solo se a letto si va con uno del sesso opposto, mi dicono. Beh io non voglio credere questo. Primo perche' non mi hanno mai invitato a fare il terzo, e la cosa mi scoccia assai. Secondo perche' s'e' presa il cane, Anita, pur sapendo che io i cani li odio. E allora ecco, ad un certo punto ho mollato la casa che avevamo insieme. E sono andato a stare nel residence. Mi ci sono seppellito. Li' riuscivo a considerare solo me stesso. Finalmente libero da ogni interfaccia col mondo che non fosse la libera professione di giocattolaio dei miei coglioni. Ci sarei invecchiato, cosi'. Coi dottorandi sempre giovani e nuovi e io sempre piu' vecchio. Sembravo addirittura felice, in quella condizione da perenne ripetente.
Poi ho avuto l'infarto.
Un infarto a 35 anni.
E una settimana dopo, mentre me ne stavo a letto in ospedale bianco come le lenzuola, mi e' successa una cosa che ha davvero dell'incredibile. Insomma... almeno credo mi sia capitata. O ci credevo. E quindi mi e' capitata.

Avevo gia' sopportato, per quella giornata, la processione dei parenti e degli amici. Tutti mesti, tutti col sorriso a mezz'asta. O con le lacrime.
Che cazzo venite a fare? Pensavo, mentre mi calcolavo la vita smunta e finita che avevo spremuto come un limone rinsecchito... statevene nelle vostre belle nullita' a prendere il fresco. Statevene a casa vostra, nei vostri bar, nella vostra disseminata gioia di niente. Vivetevi il futuro che non c'e' rimpiangendo il passato che avete divorato ignorando il presente. Continuate a fare come fanno tutti, giocate al lotto ai cavalli agli animali ben pensanti. Mangiate, rimpinzatevi.E invece no, venivano a dare un occhio al congiunto. E magari andando via si facevano anche i conti del possibile cambio nello stile di vita. Meno grassi, niente alcolici, zero sigarette. Ragazzi, voi oltre a quei quattro vizi da pagliacci, non avete niente. Quindi non lanciatevi in propositi scurrili. Rassegnatevi ad essere tristi. O rifatevi sui vostri figli.Ci pensavo ai figli, mica no! Povere creature dal lato buono della stanza... Con questo sterminato numero di inconsapevoli, di esiliati volontari alla presenza, che guardandoli si raccontavano... ecco, solo per loro vale la pena affrontare questa tempesta. E giu' a massacrargli la vita, che la propria gia' e' andata. Gia' se la sono scialacquata con dosi massicce di morfina e sicurezza.
Ad un certo punto, in tarda mattinata, poco prima di mangiare, s'era presentata persino Anita, la fedifraga. E mia madre, che diciamocelo, non l'aveva mai potuta sopportare, era persino scattata in piedi scacciandola. Non vedi che lo fai innervosire? Urlava... come se lei non mi avesse mai scosso col suo fare da tirannosauro anestetizzato. Che si sveglia di colpo dal letargo dell'estinzione e ringhia al primo topo che passa. Come se fosse stato sempre altro e mai lei col suo cordone, a strozzarmi.
E allora ho chiamato il personale in servizio. Con il pulsante sopra al letto, per farle sbattere fuori. Perche' se c'e' un vantaggio ad essere infartuati, forse e' solo questo. Puoi liberarti di ogni altro impiccio con una semplice citofonata.
A quel punto mancava solo la visita medica serale, e poi mi sarei potuto rilassare. Il giovane dottor Mangi, prima del tramonto, mi avrebbe sorriso come si sorride allo sterco di cavallo evitato all'ultimo istante, sottoponendomi a una serie di domande insulse e a un tot di ramanzine. Tanto per cercare di rimpinguare il mio senso di colpa. Ma superata questa tortura, sarei stato salvo.
Infatti poco dopo ero lì, in pigiama e maglietta di superman, a sorbirmi il giovane coglione “e-questo-non-si-dice-e-questo-non-si-fa”, cercando di resistere all'impulso di domandare a che punto fossi con la degenza, domanda che avrebbe di sicuro scatenato quel piccolo burocrate fiero del potere sui malati che una vita da sgobbone e qualche calcio nel culo gli avevano assicurato.
È stato proprio mentre cedevo al bisogno e mi sottomettevo al suo dominio, tanto per sapere quando avrei potuto riprendermi la mia vita, che ho cominciato a sentire il rimbombo dei passi lungo il corridoio. Sembrava di assistere alla carica del cavaliere solitario. Alla marcia del destino, alla riscossa di tutti i reietti per mano del liberatore. Dal rumore si intuiva che, la falcata di chi si udiva arrivare, doveva essere ampia, decisa e fiera. Si intuiva la schiena eretta, la fronte severa, la meraviglia nella figura e nella personalità. E come una freccia arriva al centro del bersaglio, quando è scoccata dal campione, ecco che, all'acme del crescendo di quel suono d'avvicinamento, sull'uscio della camera singola era apparsa lei, Esperita.
Per quell'unica volta nella mia vita.

(continua)

8 commenti:

  1. vabbhè che son svampita, ma sta storia qua me ne ricorda almeno altre due, una con sisto e un'altra che ricordo solo che è un segreto, ora parlo con Cassandra che magari mi rinfresca la memoria :)
    per il resto aspetto il seguito;)

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    1. shhhhh : Cassandra ha da poco ripreso a parlare anche a me... ;)

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  2. Aspetto con ansia la terza parte, sperando anche in una quarta :)
    Buona giornata, carissimo

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    1. eh... troppe ce ne sono di parti :) dopodomani lancio la terza cmq... :) ciao carissima

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  3. Oh! Mi piace come scrivi. Appena ho tempo leggo anche altri post.
    Hai tanti blog.

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    1. attualmente 3 in scrittura qui su blogger. piu' altri... grazie Sara. a presto

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  4. ...cavolicchi..dovevo trovar un libro per l'estate che mi facesse passar la voglia estiva di far cruciverba e..mi sa che l'ho trovato..Scrivi bene..ti si legge con la cannuccia..Bravo!PS: 3 blog?urca..io ne ho...5 su blogger..ma ne curo a malapena uno e mezzo...e pure malamente...

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    1. altro che estate. a un post a settimana con Esperita ti ci fai anche la primavera 2013.. :) (dei tuoi mi sa che ne ho trovato solo uno... adesso cerco il mezzo :P )

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